nov 19 2007
Tranzit
rieccomi qui per raccontarvi il “mio” Kosovo. Non so davvero da dove cominciare, ogni giornata ha il suo carico di emozioni talmente grande che ora ho un sacco di pensieri alla rinfusa che si shakerano nella mia testa…Mi sa che dovrete prenderli cosi come sono, pescati ad uno ad uno senza un ordine o una logica. Forse anche questo fa parte di questo posto, come i ritardi cronici o il modo completamente anarchico di guidare, un po’ come in Tunisia, con la sostanziale differenza che qui dal fango siamo passati alla neve. Bianco abbacinante che non avevo mai visto cosi a lungo (pianura padana…), che copre ogni cosa, case, rami degli alberi, campi, pagliai, strade con le scritte in tre lingue (albanese, serbo e inglese per gli internazionali, piu e indicazioni gialle con gli animali per le forze armate internazionali, per esempio la strada del gatto, quella del cane eccetera; nota bene che dove prima c’era un cartello con l’unica scritta TRANZIT, che significa tangenziale, ne hanno messo uno nuovo con la scritta in due lingue TRANZIT TRANZIT. Come fosse il problema piu pressante.), montagne, cimiteri con la bandiera albanese e le lapidi con foto persona-piu-kalashnikov, check point coi soldati attualmente rumeni che hanno fatto il pupazzo di neve. Poetico-natalizio da matti, peccato che ad andare in giro abbia perennemente i piedi bagnati, anche solo ad andare a prendere la legna in giardino per la stufa mezza rotta che ci riscalda la cucina, lottando con il cane che e legato li vicino e vorrebbe giocare sporcandomi ogni volta i pantaloni. More