Buio, e saltata di nuovo la corrente, candele, usciamo per vnire all’internet point. Inizia a piovere, la neve si scioglie, non fa nemmeno freddo, le gocce d’acqua lavano i ciottoli, le scarpe ricominciano a sporcarsi di fango.
Che raccontarvi? Che questa potrebbe essere la mia ultima mail scritta da qui, e solo a pensarci mi viene un groppo in gola. Domenica prossima e probabile che non riusciamo a passare su internet, poi vi dico perche, e poi e gia dicembre e non so se mi faranno restare. Da un lato li capisco, sono l’unica volontaria qui per la prima volta e il 10 dicembre potrebbe potenzialmente succedere di tutto. Dall’altro mi sentirei una vigliacca ad andare via proprio nel momento in cui queste persone che ho avuto il privilegio di conoscere e a cui mi sono gia affezionata potrebbero avere piu bisogno di me, del mio essere l’internazionale con il passaporto del colore giusto che pero non lo usa per andarsene, ma per stare con loro, che non possono uscire dal loro Paese e che forse nessuno si ricordera di proteggere.
Il capo del partito che ha vinto le elezioni ha detto che se la troika non decidera per l’indipendenza, la autoproclameranno…
Ci sono un sacco di cose che vorrei raccontarvi, un sacco di persone che vorrei provare a descrivervi, ma oggi ho qualcosa di piu urgente, vi voglio parlare dei ragazzi meravigliosi del gruppo studio e del percorso parallelo e di quanto siano spettacolari.
“Il nostro lavoro in area di conflitto e prendere in mano le budella della gente e rivoltarle e questo non lo dicono all’universita”, questo ha detto due giorni fa la nostra capa, che poi ha un anno piu di me. Ed e vero. Eravamo a pranzo e non so come ho fatto a mangiare. Il nostro amico albanese che lavora nell’equipe conflitto ci accusava di essere filo-serbi, di non fare abbastanza, di dover cambiare metodo per far cambiare testa alla gente dell’enclave, perche, diceva, lui si mette in gioco mentre loro no e non e giusto, e noi sbagliamo perche siamo sempre li da loro, con loro, con i serbi. I serbi invece ci vedono come filo-albanesi, perche secondo loro siamo sempre in citta e parliamo con gli albanesi, e vorremmo portare loro, i serbi, in citta e non capiamo che hanno paura e che sono le vittime perche sono rinchiusi li, mentre gli albanesi sono i cattivi della situazione, quelli che stanno meglio. Il prezzo da pagare per l’equidistanza, anzi l’equivicinanza.
Abbiamo proposto ai ragazzi, pieni di dubbi, di realizzare qualcosa, di fare un’azione in vista del 10 dicembre. Prima, parlando con uno dei membri “storici”, la nostra capa/responsabile del progetto si era sentita dire che facendo questo avrebbe silurato addirittura il gruppo studio, un percorso faticoso durato anni. Invece no. All’inizio pareva una pazzia, non avevano mai concretizzato il loro essere gruppo, perche gia il fatto di incontrarsi, di sedersi in cerchio con il loro nemico, di parlare con lui, di tradurre quello che diceva, di ascoltarlo nel vero senso della parola quando parlava della sua esperienza durante la guerra, di quanto aveva sofferto, di discutere su quello che pensa e su perche lo pensa ogni settimana e difficile. Noi nemmeno volevamo che si esponessero, volevamo fare una cosa in forma anonima. Invece hanno rivoltato le piu nere previsioni e hanno deciso di mettersi in gioco organizzando due feste, una in citta e una al villagio, di venirci tutti con le magliette e un messaggio stampato sopra, e sui manifesti, e su 2000 adesivi che attaccheremo in tutta la citta e nel villaggio. Messaggio di pace e non-violenza:
“Attenzione! da noi non c’e violenza. Rafforza la pace” Scritto bilingue, il che sembrera una cretinata e invece e davvero rivoluzionario in un posto come questo. Non vi dico quante discussioni, quante riunioni, quante questioni per mettere d’accordo tutti, compromessi ma un dialogo bellissimo, mi accorgo come ogni volta che non riesco a trasmettervi quanto vorrei, tra l’altro ora devo anche andare, comunque i manifesti sono pronti, le magliette anche e le feste si faranno (30 novembre e 1 dicembre) e tappezzeremo la citta con il nostro messaggio. Non vi dico quanto sia felice di poter partecipare a tutto questo.
Un bacione a tutti,
Anna